Brindiamo al Nuovo Anno, ecco un bicchierino
Il Terzo Millennio avrà deluso quanti avevano immaginato di affacciarsi al 2000 mangiando solo pillole colorate e frequentando replicanti.
Le città in cui viviamo sono ancora lontane dagli scenari futuristici che i nastri di celluloide ci avevano promesso, e per fortuna anche le nostre cucine.
Niente di troppo new dunque sotto questo cielo. Ma la voglia di una modernità che possa ben coniugarsi con il tanto immaginato ‘futuro’ forse potrà concretizzarsi in una trasformazione senza traumi: una dolce fusione tra passato e futuro, tra sapori vecchi e nuovi. E come accade per le più classiche e romantiche unioni sposiamo il Nuovo Anno portando con noi qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio e qualcosa che prenderemo rigorosamente in prestito. Per esempio con l’impasto per fare le care vecchie e buone cartellate pugliesi prepariamo un formato nuovo tagliando, con la rotella, dei rettangolini (lunghi più o meno cinque centimetri e larghi uno o due); li lasciate riposare per circa sei ore e poi friggete in abbondante olio (potete anche prepararle un giorno prima per friggerle il giorno dopo). In prestito dalla vecchia ricetta prenderemo una bella bottiglia di vincotto d’uva, o di fichi. Scegliete dei bicchierini da “shottino”, riempiteli per metà con il vincotto e immergete quattro cinque rettangolini. Decorate con praline di nocciole, uva, zenzero. Le cartellate in bicchierino? Eccole.

